fbpx

L’Euribor non è specificato correttamente – Condannata la banca

Il Tribunale di Napoli condanna la banca per indeterminatezza del tasso convenuto applicando lrt-117 T.U.B.

Ancora una sentenza favorevole a mutuatario. Il contratto contestato era un contratto di mutuo dove era pattuito un tasso di interesse variabile indicizzato al parametro Euribor.

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un tasso interbancario di riferimento diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea (European Banking Federation) come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito.

La banca nel formulare il contratto aveva omesso di indicare se l’Euribor da prendere in considerazione fosse quello con base 360 oppure 365. I due valori dell’Euribor, 360 e 365 sono differenti e quindi la mancata esatta specificazione di quale dei due valori Euribor si deve prendere in considerazione rede d fatto impossibile determinare correttamente l’importo delle rate e l’interesse da applicare.

In questo caso si è eccepita l’omessa indicazione in contratto del divisore 360 o 365 del tasso Euribor, utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile.

Accertata l’indeterminatezza del tasso d’interesse pattuito in violazione dell’art. 117 quarto comma del T.U.B. (Testo Unico Bancario) si chiedeva al giudice di applicare la sanzione prevista dallo stesso articolo, vale a dire applicare il tasso B.O.T. come tasso di interesse del mutuo.

Ricordiamo che i BOT sono Titoli di Debito emessi dal Ministero del Tesoro ed il suo rendimento è dato dalla differenza fra il prezzo di acquisto e il valore nominale, che verrà rimborsato alla scadenza. Da questo rendimento si ricava il tasso di interesse applicato. Questo tasso di interesse è generalmente sempre più basso del tasso Euribor e quindi l’applicazione del tasso BOT ad un mutuo comporta il pagamento di minori interessi.

Il Tribunale di Napoli precisa: “Il valore dell’Euribor può variare a seconda della scadenza presa in considerazione (ad esempio, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi), nonché in base al giorno della rilevazione. Un’altra differenza tra i vari Euribor è la base del tasso, che può essere 360 o 365, a seconda dei numeri dei giorni presi in considerazione per il calcolo (360 per l’anno commerciale e 365 per l’anno solare). Dal momento che variabili quali la durata, il giorno di rilevazione, il divisore, possono incidere sul valore dell’Euribor, tali dati sono normalmente indicati nel contratto di mutuo a tasso variabile, al fine di una adeguata determinazione del tasso di interesse stesso.”

L’art. 117 del T.U.B. infatti indica chiaramente che il tasso di interesse nei contratti bancari: “deve essere determinato per iscritto a pena di nullità”.

L’art. 1346 del codice civile invece prescrive che l’oggetto del contratto deve essere: “… determinato o determinabile…”. Per tutti i contratti bancari c’è inoltre l’obbligo della forma scritta. Di conseguenza la clausola contrattuale di indicizzazione del tasso deve, indicare con precisione i criteri di rilevazione dell’Euribor.

Nel caso in esame invece, il contratto indica la data di rilevazione e la durata dell’Euribor, ma non il divisore, ossia il numero di giorni da prendere in considerazione per il calcolo.

Questa mancata indicazione è rilevante, in quanto l’importo della rata, e quindi anche degli interessi pagati, varia a seconda del divisore Euribor, 360 o 365, preso in considerazione.

Ora se nel contratto viene omessa una indicazione che è indispensabile per determinare univocamente il tasso di interesse la Legge prescrive che si debba applicare il 7° comma dell”art. 117 e il piano di ammortamento del mutuo deve essere ricalcolato facendo applicazione dei tassi sostitutivi minimi bot, con condanna della banca alla restituzione di quanto preteso in più in eccedenza rispetto al nuovo piano di ammortamento.

In questo caso il giudice sancisce che: Non rileva, infatti, l’entità dello scarto tra i due valori, nè la semplicità del calcolo per effettuare la conversione, quanto, piuttosto, l’incompletezza della previsione contrattuale, che non fornisce tutti i criteri e i dati necessari a rendere il rinvio all ‘Euribor rispettoso del requisito di determinatezza del tasso di interesse.
In mancanza di una espressa previsione contrattuale, quindi, non vi è univocità in ordine al divisore da utilizzare per la rilevazione del tasso Euribor rilevante nel caso di specie.
A ciò si aggiunga che il tasso di interesse effettivamente applicato dalla banca, come rilevato dal c.t.u., è risultato, in ogni caso, diverso da quello pattuito, e ciò sia assumendo quale parametro di indicizzazione l’Euribor con divisore 360 che applicando L’Euribor con base 365.
Tanto si evince dalla tabella redatta dal c.t.u. in replica alle osservazioni del consulente della banca, ed emendata dall’errore materiale riscontrato.
A nulla valgono le osservazioni del c.t.p. e della stessa convenuta, secondo cui il tasso di interesse applicato (come risultante dal piano di ammortamento) coincide con quello rilevato dal c.t.u. (nella tabella corretta di cui sopra), dal momento che tale tasso, applicato effettivamente dalla banca, differisce comunque dal tasso
contrattualmente pattuito (e ciò – si ripete – sia nell’ipotesi che si calcoli il tasso contrattuale con divisore 360, che della diversa ipotesi in
cui lo si calcoli con il divisore 365, come risulta chiaramente dall’elaborazione del c.t.u.)”.

In conclusione il giudice conferma che: “Deve, quindi, trovare accoglimento la domanda di
condanna della banca alla restituzione di quanto corrisposto m
eccedenza rispetto al tasso sostitutivo BOT”
e condanna la banca a restituire la mutuatario la somma di € 8.069,07.

Le irregolarità nei contratti di mutuo sono innumerevoli ma chi sottoscrive un mutuo solitamente non ha le conoscenze tecniche e giuridiche necessarie per capire se il proprio contratto è regolare ed eventualmente, se non è regolare, quanto sta pagando in più. In questo caso la cosa migliore da fare è rivolgersi ad una organizzazione professionale in gradi di esaminare il contratto e produrre una relazione in cui si evidenziano eventuali 

Armando Miele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *